La più famosa forma d’arte dell’Andalusia è senza dubbio il flamenco. Oltre ad essere una danza fortemente influenzata dai gitani questo termine indica una vera e propria filosofia di vita, una tecnica di pittura e uno stile musicale che affonda le sue radici nella cultura dei Mori e degli Ebrei. Per quanto riguarda la musica il flamenco annovera diversi stili, detti palos. Ne esistono più di 90, e alcuni di questi sono eseguiti molto raramente o si stanno addirittura perdendo poiché non sono stati incisi da nessuno nella discografia e la tradizione orale li sta dimenticando. La chitarra flamenca gioca un ruolo fondamentale in questo stile musicale e  tra le diverse tecniche adottate dai suoi interpreti spicca il cosiddetto “rasgueo”, il rapido movimento delle dita sulle corde che conferisce al flamenco una particolare dinamica, o l’alzapua. La mano sinistra invece è identica alla chitarra classica.

Il maggiore interprete della chitarra flamenca è stato e rimane ancora oggi  Paco de Lucia, chitarrista spagnolo nato il 21 dicembre 1947 ad Algeciras, in provincia di Cadice Andalusia. Oltre ad essere il punto di riferimento per tutti i chitarristi di flamenco de Lucia ha avuto modo di collaborare con numerosi artisti internazionali tra cui tra cui Al d Meola, John McLaughlin, Larry Coryell e Chick Corea, che hanno contribuito alla sua evoluzione artistica. Nel 1980 realizza il disco Solo quiero caminar, un album rivoluzionario per la musica flamenca mentre il più importante riconoscimento lo riceve l’8 maggio 2010 dal Berklee College of Music di Boston che gli conferisce il titolo di Dottore Honoris Causa per il suo contributo musicale e culturale. Il 25 febbraio 2014 muore all’età di 66 anni, ma tutt’oggi la sua musica è apprezzata in tutto il mondo non solo dai fan del flamenco ma anche da tutti gli amanti della chitarra, per i quali rimane un punto di riferimento per la sua particolare tecnica. La sua musica è quindi ancora oggi la colonna sonora ideale per rendere indimenticabile un viaggio in Andalusia.