Il deserto de la Tatacoa

Oggi vi voglio raccontare di un posto particolare per me situato in uno dei paese forse più belli del mondo: il deserto de la Tatacoa in Colombia, ma partiamo dal principio 😄
Quando ho iniziato a programmare il viaggio in Colombia, per l’estate 2016, la destinazione era ancora poco gettonata.
La Colombia per anni è stata avvolta da una cattiva reputazione: Farc e cartelli della droga non hanno giovato al turismo colombiano.
Ne è una prova tangibile la guida Lonely Planet, molto succinta per un Paese immenso e variegato, con moltissimo da offrire sia a livello culturale sia a livello naturalistico. Ora la vedo sempre più citata sui Forum e nelle Community dei Viaggiatori. Non so se sia stata la serie Narcos su Netflix a renderla attrattiva o l’efficace campagna dell’Ente del Turismo che, con il motto “Colombia es realismo magico”, ha investito su siti e giornali di settore.

Il deserto colombiano - zona Guajira

Colombia: gente curiosa e disponibile

Io ho trovato un Paese desideroso di aprirsi al turismo e di mostrare il meglio di sé. La gente incontrata sui bus è affabile e curiosa. Sarete invasi da domande sul vostro Paese di provenienza e subito aiutati se state cercando informazioni, soprattutto nelle zone ancora poco turistiche.
E’ una meta che può accontentare tutti i gusti, perché racchiude:

  1. Città Coloniali, veri e propri gioielli come Cartagena e Santa Marta, la prima città fondata in Sud America dai Conquistadores
  2. Costa Caraibica e Isole, con spiagge e possibilità d’immersioni
  3. Bacino Amazzonico da scoprire
  4. Archeologia e paesini dal fascino andino, come San Agustin
  5. Deserti!

Forse pochi sanno che in Colombia ci sono ben due differenti zone desertiche. Una è quella della Guajira, la penisola al confine con il Venezuela, caratterizzata da alte dune di sabbie, che si gettano nel mare, in un contrasto abbacinante di colori. L’altra regione, ancora poco conosciuta, viene chiamata Deserto de la Tatacoa e si trova nella regione dell’Huila, a circa 6 ore a Sud di Bogotà, sulla strada verso San Agustin.

Il deserto colombiano - zona Deserto de la Tatacoa

Il Deserto de la Tatacoa…un bosco secco tropicale

La città di arrivo per raggiungere questo deserto è Neiva, dove si trova anche un piccolo aeroporto, collegato alla capitale con voli low cost.
Non si tratta di un comune deserto di sabbia, ma ufficialmente di un bosco secco tropicale, che vanta il nome di “deserto” a causa delle bassissime precipitazioni. L’assenza di umidità lo rende il posto ideale per ammirare le stelle. Non a caso potrete trovare un vero e proprio Osservatorio e partecipare, a luglio di ogni anno, a una festa delle stelle. La sua ubicazione, poco lontana dell’Equatore, ne fa la location ideale anche per vedere la cosiddetta “pioggia di stelle”. Si tratta delle Perseidi, un fenomeno che può portare ad ammirare anche 150 meteoriti in un’ora!
Il Deserto costituisce, quindi, un microcosmo a sé, diviso al suo interno in due parti. Vi è, infatti, la cosiddetta zona rossa, simile al panorama dell’Arizona, la cui particolarità è costituita da bizzarre costruzioni in arena rossa, lavorate dall’acqua e dal vento, che formano un vero e proprio labirinto. L’altra area è quella “grigia”, dal fascino spettrale e lunare.
Anche la parte grigia ha la sua “arte naturale”, costruita negli anni dagli agenti atmosferici, e chiamata Los Hoyos. E’ possibile, qui, fare anche passeggiate fino alla cosiddetta Valle de Los Fantasmas (scoprirete sul posto perché è così chiamata).
Ovviamente le temperature sono elevate tutto l’anno. Sono necessari protezione solare, cappelli e tanta acqua. Per sopportare il caldo, vi sono due soluzioni: 1) la fantastica agua de panela gelata (si tratta di succo di canna da zucchero con ghiaccio e limone) 2) rinfrescarsi in una delle piscine naturali di acqua mineralizzata (ce n’è una a Los Hoyos e una all’interno di un hotel/ristorante, fuori dalla parte rossa).

Il deserto colombiano - zona grigia

Consigli Pratici 😉

Il Paese più vicino è il piccolo borgo coloniale di Villavieja. E’ possibile comunque dormire anche nel deserto. Ci sono diversi ostelli economici nella zona dell’Osservatorio. Una soluzione esclusiva, romantica ed eco sostenibile è il Bethel Luxury Hotel, con le sue camere che sembrano dei nidi di legno e foglie, costruiti in mezzo alla natura.
Per vedere i vari punti panoramici e passeggiare sia nel Labirinto della parte rossa sia a Los Hoyos è necessario avere un veicolo oppure appoggiarsi a una guida locale. Io ho visitato tutto il deserto con un mezzo del tutto particolare: un fantastico moto taxi (una moto con un carretto attaccato). Anche questa è un’esperienza!

Valeria

Valeria

Mente in Viaggio

Sono Valeria, classe ’81, mente confusa e sempre in viaggio (fisico o pindarico), con poche certezze, ma due grandi passioni, che, a mio avviso, si incontrano: il viaggio e la curiosità nei confronti dell’Altro