Grosio: Parco delle incisioni rupestri

Tra le meraviglie della Valtellina, che offre ai numerosi turisti la possibilità di visitare splendidi luoghi e di godere della pace che solo le bellezze della natura possono regalare, il Parco delle incisioni rupestri di Grosio è senza ombra di dubbio unico nel suo genere. Un posto quasi magico dove, con un pizzico di immaginazione, il visitatore può trasformarsi in un cavaliere medievale oppure in un archeologo alla ricerca di antichi reperti nascosti tra le rocce. Il fascino del castello di San Faustino e del Castello Nuovo si fonde con le antiche incisioni neolitiche della Rupe Magna, regalando agli appassionati di storia un viaggio indimenticabile che parte dal 4000 a.C. fino ai giorni nostri.

Perché visitare il Parco delle incisioni rupestri di Grosio?

E’ sicuramente più difficile trovare un motivo per non visitare il parco, se si pensa a quanto ha da offrire questo splendido angolo di Valtellina. A partire dalla Rupe Magna, dove Davide Pace nel 1966 scoprì la bellezza di più di 5000 raffigurazioni incise nella roccia, le quali raffigurano principalmente scene di agricoltura e pastorizia, con qualche curiosa sorpresa nascosta tra le rocce…sta ovviamente a voi trasformarvi in archeologi e andare a caccia di incisioni rupestri. Si consigliano vivamente le visite in notturna, che permettono di ammirare le incisioni con appositi faretti, garantendo una visibilità unica e dettagliata delle incisioni rupestri, l’ideale per gli amanti della fotografia. Un’altra nota curiosa è lo “Scivolo della fertilità“: si pensa che le donne che avevano difficoltà a concepire venissero letteralmente fatte scivolare sopra questo scivolo naturale roccioso come rito propiziatorio…non abbiamo purtroppo riscontri sull’efficacia della procedura, che risulta comunque ingegnosa. Le incisioni non sono però gli unici reperti presenti nel parco: all’interno dell’ Antiquarium infatti è possibile ammirare ceramiche medievali, punte di freccia ed utensili di vario genere, i più antichi risalenti al 4° Millennio a.C.

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Ma Grosio non è solo incisioni. All’interno del parco si trovano due meravigliosi castelli che racchiudono fascino e storia dell’epoca Medievale. A partire dal castello di San Faustino (santo dei single per chi non lo sapesse), un’ antica costruzione abitativa realizzata attorno al X-XI, al cui interno si trova anche il campaniletto romanico, restaurato nella parte superiore verso la fine dell’800, e la Chiesa di San Faustino e Giovita, di fronte alla quale sono stati rinvenuti due sepolcri scavati nella roccia, risalenti all’epoca longobarda. All’interno dell’area del castello è stato predisposto un nuovo scavo recente alla ricerca di nuove scoperte, mentre si ipotizza che lungo la collina di fronte alla chiesa fosse presente un antico cimitero. Da queste scoperte si deduce quanti misteri ancora irrisolti siano contenuti in quest’area della Valtellina. Dal Castello Vecchio si può poi passare al Castello Nuovo o Castello Visconti-Venosta, il secondo e più imponente edificio che avrete modo di ammirare nell’area del parco. Questa costruzione era, rispetto al Castello Vecchio, di tipo militare, e fu concepita per rispondere ad esigenze strategiche, soprattutto difensive, essendo caratterizzata da una doppia cortina di mura e dalla presenza di un poderoso donjon, cioè una torre interna fortificata alla quale veniva affidata l’estrema difesa del castello. Da qui nel 1376 partì un’ incursione da parte dell’esercito visconteo al comando di Giovanni Cane, che calò su Bormio sottomettendola a Milano. All’interno del castello troverete la spendida piazza d’arme e potrete ammirare i merli sui quali si può scorgere ancora l’antico stemma Visconteo.

Grosio-Castello

Quando visitare il Parco delle incisioni rupestri di Grosio

Il parco è aperto tutto l’anno ma di sicuro  l’estate è il periodo migliore, rispetto ai mesi invernali in cui le rigide temperature e le possibili nevicate possono rendere la vostra visita un pò “freddolosa” e frettolosa a causa del repentino calar del sole. Ciò nonostante è comunque possibile effettuare visite guidate anche nei mesi più freddi contattando gli uffici del parco. Per tutti i dettagli e le informazioni sugli orari potete visitare il Sito ufficiale e la Pagina Facebook del parco.

Ma Grosio non è solo incisioni…

Ci sono almeno altri due buoni motivi per visitare questo piccolo ma magico angolo di Valtellina : la Centrale idroelettrica, la cui sala macchine dell’impianto è situata in una grande caverna all’interno della montagna e si raggiunge percorrendo un tunnel lungo 600 metri, e la Chiesa di San Giorgio, la cui costruzione risale probabilmente al XIII Secolo, considerata una delle poche chiese valtellinesi ad aver mantenuto inalterato il suo originario aspetto quattrocentesco nonchè il suo fascino medievale.