Un luogo magico dove si parla tabarchino

Sud-est Sardegna, mare ovunque e cielo chiazzato da nuvole rapide. Un traghetto ci trasporta da un’isola all’altra, attraversando un breve tratto di mare, piuttosto calmo.

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Qui, dove non si parla sardo, ma tabarchino. Qui, dove ogni ristorante offre specialità a base di tonno. Qui, dove passeggiando nei caruggi sembra di percorrere le viscere di Genova. Isola di San Pietro, alias Carloforte, come il nome del suo unico centro abitato, recentemente divenuta famosa grazie a una fiction. Gli scenari naturalistici si susseguono, ininterrottamente la natura esplode selvaggia e indomita.

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Carloforte: Calma e Pace

Trascorrere qualche giorno qui, in una stagione a metà come la primavera o l’autunno, genera pace. Perché il vento c’è ma non è mai troppo. Il sole scalda, anche se ogni tanto sparisce da qualche parte dietro veli bianchi. Un’isola di poco più di 50 kmq che puoi attraversare in poco tempo, oppure decidere di dedicarti a ogni caletta, ogni anfratto, e perdertici dentro.

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Dal molo dei traghetti si respira un’aria di paese sereno, scandito da ritmi lenti, come se anche chi vivesse lì fosse in una perenne vacanza. Le botteghe e i caffè del lungomare incantano coi loro colori pastello, viuzze dai nomi strani conducono a ripide salite o a piazze maestose. Attaccata dai pirati, conquistata dai francesi e passata ai genovesi (dei quali è rimasto il vivo ricordo nella lingua, un miscuglio tra ligure e sardo), quest’isola offre scorci di storia, integrati in un contesto moderno. Famosa per l’evento che si celebra ogni anno, in occasione della mattanza dei tonni (prodotto locale di spicco), sa farsi apprezzare anche e soprattutto per i magici momenti che offre a chi ha voglia di lasciarsi incantare dai colori che solo un tramonto sul mare, illuminando il vecchio faro di Capo Sandalo, sa regalare. Poco più in là, una insenatura quasi nascosta, Cala Fico, dove i falchi nidificano e si fa a gara a individuarli in cielo. Le poche strade dalle curve dolci, che percorrono l’isola, seguono un andamento d’incanto. Ed è un trionfo di bellezza, quando, parcheggiata l’auto, le gambe intraprendono un sentiero, superando la deliziosa spiaggia della Bobba, per raggiungere gli spettacolari faraglioni delle Colonne.

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Una meta piccola, da degustare in un paio di giorni senza premura, senza pensieri, per lasciarsi incantare da un angolo di Sardegna, che poi troppo sardo in fondo non è…

Come raggiungere l’Isola di San Pietro?

A San Pietro ci si arriva unicamente via mare, grazie a un traghetto che parte sia dall’imbarco di Calasetta (piccolo paesino situato a Sant’Antioco, un’isola collegata al sud-est Sardegna grazie a un ponte, merita anch’essa una visita) sia da Portovesme, situato poco più a nord, in zona Carbonia. I collegamenti sono molto frequenti ed è possibile raggiungere l’isola con auto e animali domestici.

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Giulia

Giulia

Penna Vagabonda

Letterata, insegnante, scrittrice nel tempo libero e viaggiatrice, rigorosamente con la persona che amo: trovo che il mondo sia un po’ più completo se a scoprirlo sono due paia di occhi. Quando possiamo, condividiamo il nostro girovagare con Thorin, il nostro Bovaro del bernese. I miei muscoli più allenati sono quelli di gambe e dita: i primi mi permettono di scoprire e apprezzare “con le mie forze” le meraviglie del mondo; i secondi sono altrettanto fondamentali perché, per me, imprimere su una pagina paesaggi ed emozioni è parte integrante del viaggio