IGLESIAS COSA VEDERE IN TRE GIORNI

Una guida per capire cosa vedere a Iglesias: luoghi di interesse principali della città, approfondimenti e per organizzare qualche giorno nella regione dell’Iglesiente

IGLESIAS LUOGHI DI INTERESSE

Iglesias-Cattedrale-Santa-Chiara

Cattedrale di Santa Chiara

Principale luogo di culto della città di Iglesias, la Cattedrale di Santa Chiara è stata edificata negli ultimi anni del 18° secolo per volere del conte Ugolino della Gherardesca. La facciata della chiesa è molto semplice ed è composta da due differenti zone: la parte basse romanica e la parte alta gotica. All’interno la chiesa è veramente suggestiva: le sue forme gotiche ed il mix di colori chiari e scuri creano una sensazione di quiete e movimento contemporaneamente

Iglesias-Museo-Arte-Mineraria

Museo dell'arte Mineraria

Nei sotterranei dell’istituto minerario Asproni, un edificio molto noto in tutta la Sardegna, si trova il Museo dell’arte Mineraria. All’interno del museo è possibile scoprire gli attrezzi utilizzati all’interno delle miniere della zona dell’iglesiente e la loro evoluzione. Tra materiali, fotografia e pietre, è possibile effettuare un vero e proprio viaggio nel passato alla scoperta di ciò che le miniere hanno significato per il territorio, nel bene, ma anche nel male. Inoltre è possibile accedere al tunnel utilizzato durante la guerra come nascondiglio e percepire le reali sensazioni provate dai minatori nella loro vita in miniera

Igleisas-Mura

Le mura di Iglesias

Villa di Chiesa, questo è il nome originario della città di Iglesias, è stata una fortificazione nel 13° secolo ed oggi una parte delle sue mura è ancora visitabile. Quelle che oggi possiamo vedere sono i resti di quella che un tempo fu uno dei forti militari medievali più complicati da attaccare grazie anche alla disomogeneità delle sue mura ed alla complicata distribuzione urbana. Camminando per il centro storico della città di Iglesias è possibile riconoscere alcune mura inglobate oggi all’interno di abitazioni, seguirne il percorso e ritrovarsi a camminare sui resti ancora visitabili

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Il Castello di Salvaterra

Risalente all’epoca medioevale, il castello di Salvaterra osserva dall’alto dell’omonimo colle su cui è stato edificato la città di Iglesias. Proprio questa posizione lo ha reso negli anni uno dei punti strategici più importanti per la città anche perché quasi inattaccabile. Da quasi tutte le zone della città, alzando lo sguardo, è possibile riconoscere il castello: per raggiungerlo la migliore soluzione è una scala panoramica che al contempo permette di osservare la città vecchia dall’alto

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Porto Flavia

Nell’area mineraria di Masua si trova una dei luoghi di interesse turistico e storico di Iglesias che non può mancare all’interno di un itinerario di 3 giorni nel territorio iglesiente. Porto Flavia non era una miniera, bensì, come specifica il nome, un vero e proprio porto. Si tratta di un’opera ingegneristica scavata all’interno della montagna che diede vita ad un nuovo modo di concepire il trasporto dei prodotti minerari. Oggi è possibile camminare al suo interno fino a raggiungerne l’estremità ed affacciarsi sul mare

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La Grotta di Santa Barbara

Una scoperta del tutto casuale all’interno di una delle miniere più attive nella zona dell’iglesiente. L’accesso a questa grotta è unico: tramite un ascensore è possibile raggiungere delle scale a chiocciola che vi permetteranno di vivere la stessa emozione di chi per la prima volta ha messo il viso all’interno di questa enorme cavità naturale all’interno della montagna. La grotta ancora oggi è attiva: potrete infatti assistere al fenomeno dello stillicidio e notare alcune particolari forme di minerali che colorano le pareti

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Piazza Lamarmora

Se provate ad esplorare il centro storico di Iglesias, volenti o nolenti prima o poi vi ritroverete in Piazza Lamarmora. Qui infatti terminano (o iniziano) alcune delle vie più importanti del centro di Iglesias ed infatti storicamente la piazza è sempre stato uno dei punti più vivi della città. Basta alzare lo sguardo per osservare la bellezza degli edifici che la circondano, nello specifico quello della vecchia pasticceria Lamarmora, in stile Liberty. La piazza è anche caratterizzata da una fontana dal nome “Su Maimoni”

Iglesias-Pan-di-zucchero

Pan di Zucchero

Il Pan di Zucchero è uno scoglio situato a poche centinaia di metri dalla costa dell’iglesiente e perfettamente visibile da più punti del territorio. Si tratta di un faraglione naturale il cui nome deriva dal brasiliano Pão de Açúcar, un colle a cui somiglia molto e situato a Rio de Janeiro. Il Pan di zucchero è raggiungibile oggi tramite tour privati in motoscafo ed è presente sulle sue pareti una via ferrata percorribile dai più esperti

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I fanghi rossi di Iglesias

Quello che a prima vista può sembrare un fenomeno naturale stupendo, quasi un ricordo di canyon lontani migliaia di km, è invece un problema ecologico da non sottovalutare. Queste distese, chiamate fanghi rossi a causa del loro colore, sono discariche a cielo aperto di materiale di scarto della vecchia miniera di Monteponi. Gli agenti atmosferici che muovono continuamente questo materiale trasportandolo nell’aria e nell’acqua, lo rendono al contempo così affascinante 

Iglesias-Laveria-Lamarmora

La Laveria Lamarmora

Si tratta di uno dei complessi minerari più famosi ed interessanti dell’iglesiente. La Laveria Lamarmora era una dei più importanti centri dedicato al lavaggio dei minerari (cioè alla selezione del materiale estratto ed alla sua pulizia). Qui lavoravano centinaia di cernitrici, spesso abitanti del piccolo borgo di Nebida, posto a poche centinaia di metri in cima al monte su cui sorge la laveria. Un piccolo gioiello che si affaccia sul mare, non facile da raggiungere, ma che sicuramente non deve mancare nel vostro itinerario

COSA MANGIARE A IGLESIAS

Copertina-Culurgiones-Iglesias

Culurgiones

I culurgiones sono un piatto tipico sardo diffuso anche nella zona dell’iglesiente. Si tratta di pasta ripiena, solitamente fatta in casa, che ricorda molto il classico raviolo, ma che ha in realtà una specifica forma che richiama quasi quella di una foglia o di una spiga. Al loro interno solitamente non mancano ingredienti del territorio come il pecorino sardo, la menta, le patata, ma anche la ricotta di pecora ed altre verdure.

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