Quartiere Isola Milano : il Barbieri, il Robin Hood di via Borsieri

Durante il blog tour #milanoAColori siamo passati dal Quartiere Isola Milano ed ho avuto modo di incontrare il Dott. Antoniazzi,  attuale presidente del distretto urbano del quartiere Isola di Milano. Mentre camminavamo abbiamo scambiato qualche parola ed è inutile dire che avrei passato ore ad ascoltare i racconti sulla vecchia città, sui cambiamenti dei quartieri, su tutto ciò che è accaduto quando io ero troppo piccolo per capire. Una storia, però, mi ha davvero colpito ed è quella del Barbieri, il Robin Hood di via Borsieri.

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Ai tempi chiamato Ezio Barbieri, questo bandito è passato alla storia del Quartiere Isola di Milano, ma di tutta la città stessa, per una serie di rapine architettate magistralmente : in un periodo (’44-’46) in cui la malavita milanese faceva il bello ed il cattivo tempo tra mercato nero e banche, il Barbieri riusciva a svaligiare i covi delle peggiori organizzazioni in circolazione e ridistribuire i bottini alle persone più povere creando così un velo di omertà intorno alla sua banda. Isola, che paradossalmente ai tempi non era all’interno di Milano, era praticamente per il 50% di sua proprietà tra amicizie ed accordi e poteva essere considerato il suo quartiere.

Il Robin Hood del Quartiere Isola di Milano e la targa 777

Bello, furbo e gentile, ma anche astuto e strafottente. Così viene ricordato il Barbieri. Mi raccontava il Dott. Antoniazzi della particolarità della sua auto: una Lancia Aprilia (Stile gangster) di colore nero e targa 777, che ai tempi era il recapito telefonico della questura. E qualche volta poteva anche cambiare auto, ma l’importante era sempre avere il colore nero e la targa 777: quando, camminando per Milano, si vedeva arrivare un’automobile con questi dettagli, tutti capivano che cosa sarebbe successo.

Come tutte le storie, anche questa ha un finale: dopo diverse evasioni e non meno tentativi di evasione, il Barbieri venne catturato e passò più di 30 anni sballottato tra un carcere e l’altro in Italia, partecipando a varie rivolte ed a volte accorpandosi colpe non sue. Uscito dal carcere, sposatosi, pensò di tornare nel quartiere che un tempo era suo, ma tutto era cambiato e le sorelle non hanno voluto avere a che fare con lui. Non si sa mai, qualcuno avrebbe potuto dire “Ma quel Barbieri lì, l’è tu fradèll“. Ha preferito vivere in Sicilia, commerciando vini….e potrebbe non avere tutti i torti!