#WanderlustChat interviste ai travelblogger: Elena di Wainomi Travelblog

Per le nostre  interviste ai travel blogger oggi vi presentiamo: Elena di Wainomi Travelbog. Ci siamo conosciuti quest’anno a Milano durante un evento dedicato ai travel blogger. Insieme ad altri ragazzi siamo stati fuori a cena e ci ha raccontato del suo viaggio in Cina, della sua partecipazione alla trasmissione Kilimangiaro e del suo progetto. E’ la prima travel blogger che conosciamo che abbia sede a Milano, come noi, quindi è stato facile fare amicizia e parlare. E’ una ragazza veramente decisa, con alle spalle un bel bagaglio di viaggi e delle grandi esperienze, per questo abbiamo organizzato una #WanderlustChat con lei.

Elena - Wainomi Travel Blog

G. Ciao ed innanzitutto grazie per la tua partecipazione alle nostre #WanderlustChat. A te la presentazione:

E. Ciao, mi chiamo Elena, sono milanese e da 5 anni lavoro nel mondo della pubblicità. Ho aperto il blog circa 2 anni come gioco, ed è diventata una cosa seria solo poco meno di un anno fa. Ho scelto di chaiamare il sito Wainomi Travelblog perchè è il nome Hawaiano con cui veniva chiamata la baia di Pearl Harbor. Volevo un nome unico e originale e in più le Hawai sono uno dei miei sogni più importanti, la meta che per ora resta irraggiungibile

G. Perfetto Elena, ci puoi raccontare l’esperienza più bella vissuta durante un viaggio?

E. Ho fatto molti viaggi ma forse l’esperienza più bella resta il trekking in Birmania. Ho visitato questo magico paese nel 2014 e una delle tappe più importanti è stata Hsipaw, cittadina dello Shan base per escursioni di trekkink nelle verdi colline con visita alle tribù locali. Il caldo è snervante, i km da percorre sono tanti ma quello che ti riamne non ha prezzo. La Biormania ancora poco conosciuto che ha un gran dono: un popolo cordiale e disponibile da fare inviadia al mondo intero. Ho avuto la fortura di incontrare varie famiglie locali, di condividere con loro la casa, il cibo ma anche racconti e esperienze di vita. Un popolo massacrato da decenni di dittatura che ora cerca di farsi conoscere timidamente. Porto ne cuore i loro volti che mi hanno regalato davvero un’esperienza unica

G. E se ti chiedessi invece la più brutta? 

E. Fortunatamente non ho esperienze brutte da raccontare, ho avuto esperienze più o meno interessanti, ma non ho brutte… fino ad ora!

G. C’è un luogo che ti ha fatto inizialmente pensare di aver sbagliato viaggio…che ti ha fatto pensare “Chi me lo ha fatto fare di venire qui”?

E. L’India è il viaggio più controverso che ho fatto fino ad ora. Spesso ho pensato “voglio tornare a casa”, non mi sono sentita a mio agio in tante situazioni, poca intimità, e costante pressing da parte dei locali: guide, venditori o anche solo gente qualunque che cercava di venderti cose o ti asciugava con storie infinite di parenti italiani che “casualmente” vivono nella tua città! Nonostante abbia visitato tanti posti, città, mercati etc. costantemente vivevo questo piccolo disagio, di non sentirmi libera di guardare una bancarella o un’insegna senza trovarmi qualcuno addosso. Una volta tornata a casa ho elaborato e realizzato che avevo vissuto un viaggio splendido ed è per questo che quando racconto l’India ripeto spesso che è un viaggio che apprezzi con il tempo

G. Quale è il ricordo più bello che hai di un viaggio?

E. Bali 2012, avevamo deciso di trascorrere qualche giorno a Nusa Lambongan, la più grande, e l’unica dove si può soggiornare, di tre isole del piccolo arcipelago (1 ora di barca da Bali). L’isola è piccola e molto spartana ed a parte un hotel 5 stelle molto isolato, ci sono solo B&B che spesso sono abitazioni dei locali trasformate in strutture. Il mare è molto bello, si possono fare gite tra le tre isolette, alcune attraversando zone naturali completamente disabitate. La prima sera decidiamo di cercare un posto dove mangirae e capitiamo in questo “ristorante” così composto: 2 tavoli di plastica vista mare, una griglia e fornelli con bombolone a gas per cucinare. In pratica eravamo a casa di una famiglia. Per quanto non si presentasse benissimo abbiamo mangiato da loro per tre sere di fila piatti buonissimi, pesce freschissimo pagando 5 euro in due….. Ma quello che più mi ricordo di questo posto è lui, Dwi, il proprietario del ristorante che ogni sera si intratteneva con noi a parlare, voleva migliorare il suo inglese e conoscere le nostre storie e i nostri paesi. Un sera gli abbiamo chiesto come avesse vissuto lo tsunami del 2006, la sua risposta fu: “Bali è stata l’isola che non è stata colpita dallo tsunami, io, la mia famiglia e i miei amici ogni giorni preghiamo preghiamo i nostri dei, facciamo loro delle offerte e chiediamo protezione a noi e ai nostri cari. Il nostro credo e la nostra devozione ci hanno risparmiato allo Tsunami”. Ora, quello che mi ha colpito non è quello tanto ciò che mi ha detto, ma come me lo ha raccontato: i suoi occhi erano lucidi, gli leggevi nello sguardo un emozione unica. Ha parlato con il cuore, ha parlato da vero credente, potevi percepire la sua massiam devozione e questo mi ha emozionato tantissimo perchè sono poche el persone che riescono a trasmetterti così tanto il loro amore e illoro credi in questo caso per il suo dio, per i suoi protettori. Una purezza nei suoi occhi unica che da noi puoi vedere solo negli occhi innocenti di un bambino!

Elena di Wainomi TravelBlog - Cina

G. Raccontaci una tua figuraccia, qualcosa successo in viaggio che ti ha fatto imbarazzare, ma che oggi racconti ridendo…

E. L’Hammam marocchino: durante il nostro vaiggio in Marocco, il mio fidanzato mi convince che per vivere una vera esperienza locale dobbiamo assolutamente fare il vero Hammam marocchino, non quello che puoi fare nei bellssimi riad ma bensì quello nei bagni pubblici utilizzati dalla gente di quartiere. Scegliamo il bagno di zona, ci separiamo uomo/ donna ed una volta entrata parte il dramma: sono nuda con con una famiglia marocchina (mamma e due filgie) ed in tempo zero vengo presa e lavata da un’addetta dell’Hamman. Mi ha lavato, sfregato, passato il sapone nero ovunque. Ero imbarazzata a dir poco, non sapevo se scappare o piangere. Sono uscita da qual posto traumatizzata, odiando il mio fidanzato per quello che avevo passato, ora però, quando ci penso e lo racconto, rido e penso che alla fine è stato anche divertente…..in fondo in fondo!

G. Se dovessi scegliere, tra i viaggi fatti, quello che ti ha cambiato la vita… dove ci consiglieresti di andare?

E. Ogni viaggio a modo suo ha cambiato qualcosina nella mia vita, però se dovessi consigliarvi una meta non avrei alcun dubbio: la Cina. La Cina è stato il VIAGGIO: un paese immenso che ho davvero amato. Bello da tutti i punti di vista: tanta storia, regioni immense, natura, popoli diversi, culture diverse, non basterebbe una vita per visitarla tutta. Io all’epoca feci solo quello che viene considerato il viaggio classico tra le più importanti città e ci sono stata per un mese. Mi sono ripromessa di tornarci presto e non escludo che il 2016 mi riporti in quella splendida terra. Molti sono diffidenti, immaginano la Cina come una delle Cina Town delle nostre città ma vi assicuro che non è così. I veri cinesi sono altro, ho mangiato la vera cucina cinese e non quella che ci rifilano nei ristornati in Italia. Ho girato la Cina in treno proprio perché volevo entrare a far parte della sua essenza e quotidianità. Senza dubbio vi direi andate in Cina: è un paese che avrà al capacità ci catturarvi e non ne avrete mai abbastanza

Elena di Wainomi TravelBlog - Cina

G. In viaggio preferisci la compagnia di un libro o della musica?

E. Senza ombra di dubbio scelgo un libro! Amo leggere e ogni volta che viaggio cerco di trovare dei libri di viaggio inerenti al paese che sto per visitare; leggere i racconti un viaggiatore, che ha visitato quel determinato paese anni prima, mi da una visione diversa di quei luoghi e della gente, scoprire l’evoluzione di un paese i suoi use e costumi come sono mutati nel tempo. Vi faccio un esempio quando sono stata in Cina durante il viaggio ho letto Vivere! un libro a mio parere splendido che racconta la storia di uan famiglia cinese che deve attraversare una nuova vita, nuove regole, nuove dittature politiche. Io mi trovavo in una Cina evoluta alla conquista del mondo, mentre tra le pagine del libro si raccontano storie di famiglie durante la Repubblica popolare

G. Questa è una domanda che non ho ancora posto a nessuno: c’è un film in particolare, o una serie TV, che ti ha emozionato poiché ti ricorda qualche viaggio?

E. The Beach è il film che mi emoziona di più; La Thailandia è stato il primo viaggio in Asia che ho fatto, è stato un viaggio ricco di emozioni, la prima volta di tante cose, e ho provato le stesse sensazioni dei protagonisti del film: voglia di evasione, di scappare da un mondo troppo evoluto, vivere nella pace e nella natura. Il sogno di molti oserei dire, ogni volta che riguardo il film penso a quei momenti sulle bianche spaigge tailandesi, al viaggio organizzato all’ultimo minuto, alle risate, allo stupore davanti al primo buddha gigante

G. Bene, direi che stiamo andando alla grande! Ora il mio classico test, per aiutarci a capire i tuoi gusti: a te la scelta

CALDO - FREDDO TRENO - AEREO BICICLETTA - MOTORINO CAMMINATA - CORSA TROLLEY - ZAINO BIRRA - VINO - ACQUA TOKYO - NEW YORK MIAMI - SINGAPORE ROCK - JAZZ ITALIA - ESTERO CAMPEGGIO - CASA - HOTEL

G. Ed infine un piccolo spazio per parlare di te… dicci pure quello che vuoi, a te la parola !

E. Chi è Elena? Una ragazza giovane, alla mano, con un lavoro ordinario ma una voglia extra-ordinaria di viaggiare e di scoprire il mondo. Cerco di trasmettere questa incontenibile passione con il mio blog ed i miei racconti. Il mio blog è sempre in movimento proprio come me!

Se vi è piaciuta questa intervista e trovate interessante il lavoro che Elena sta portando avanti, vi invitiamo a seguirla e, perchè no, commentare con noi e lei l’articolo

Ringraziamo Elena per la pazienza ed il tempo dedicatoci! Crede molto nel suo progetto, come noi, e le auguriamo di poter ottenere grandi risultati!

Elena - Wainomi Travel Blog
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