La gola di Pokljuka: dove perdersi davvero nella natura

Zloženka Pokljuška: bellezza naturale

La Slovenia è il verde. Qui ho davvero avuto modo di apprezzare la natura e vivere un viaggio diverso. La giornata passata alla gola di Pokljuka è in assoluto quella che più mi è entrata nel cuore. Vuoi per la natura, vuoi perché il mio collega travel blogger è caduto da solo di faccia, ma camminare in mezzo al verde, sperduti, è una sensazione che tutti dovrebbero provare una volta nella vita.
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Non facile da raggiungere, ma che spettacolo

Le gole di Pokljuka non sono facilissime da raggiungere in auto. Non tanto per la difficoltà del percorso e la strada, quanto per le poche indicazioni: anche google maps non ci ha aiutato, ma dopo qualche momento di sconforto, siamo riusciti a raggiungere la base del percorso.
Vale la pena sprecare qualche minuto per trovarle: si tratta dell’altopiano con la superficie forestale più estesa del Triglav, ma soprattutto, si tratta di una zona molto conosciuta dagli abitanti del luogo, ma poco turistica.
Una volta arrivati vi sentirete persi, non saprete dove andare poichè non ci sono tantissime indicazioni, ma non perdetevi d’animo: iniziate a risalire il letto del piccolo fiumiciattolo davanti a voi e dopo una quindicina di minuti inizierete le faticose, ma magnifiche salite. All’interno di questo altopiano trovano spazio non solo le gole, ma anche le Gallerie del Principe Andrea ed il Canalone di Pokljuka.

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Scalini, passerelle in legno e spettacolarità

Per noi tutto è stato una scoperta e Pokljuka ci ha davvero spiazzati. Non saprei descrivere con precisione il percorso che abbiamo seguito, anche perchè in questi casi la guida sono io ed il mio motto è “Vai che la so io la strada” (Il mio sarcasmo è un classico).
Sta di fatto che dal camminare in una semplice foresta con alberi e fango, ci troviamo davanti a delle rocce altissime che ci indicano il percorso.
Un corridoio in salita, larghissimo, ma chiuso tra due pareti di roccia gigantesche. Il Canalone di Pokljuka, il residuo del flusso preesistente, il letto di un antico ghiacchiaio. Ad un certo punto, in fondo a questo lunghissimo corridoio, dei raggi di luce illuminano una parete. Scene da film. Ci ritroviamo come in una piazza verde e di fronte a noi, a 30 metri di altezza, una passerella in legno. Notiamo tra le piante dei gradini, non sicurissimi, ma questo non ci ferma. La passerella ci porta ad altri gradini, ma tutto cambia: passiamo da un corridoio largo decine di metri ad inseniature larghe si e no 1 metro, e basse, dove l’umidità si percepisce in 2 secondi.
Lo spettacolo della natura percepito con tutti i sensi!

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Il rientro, la cavità ed i #disagismi

Proseguiamo per una ventina di minuti finchè la natura non prende il sopravvento su di noi: troppo caldo, poca acqua, troppi insetti e fango. Torniamo indietro, ma ci fermiamo proprio all’inizio del percorso per cercare di raggiungere una cavità, gigantesca, che ci aveva colpito appena iniziato il nostro percorso. Due aperture naturali gigantesche creano una grotta surreale.
Entriamo nella grotta e saliamo in cima. Respiriamo e dopo due minuti incontriamo due ragazzi che avevamo incrociato durante il nostro rientro. Se avessimo proseguito saremmo arrivati nello stesso punto in cui ci trovavamo.
Dopo qualche insulto rientriamo alla macchina, ma non prima del fatto più bello di tutta la giornata.
BOOM. Mi giro e vedo Andrea con la faccia a terra: non sapremo mai come, ma nonostante avesse un bastone a suo supporto, è finito con la faccia per terra. Il disagio non ci lascia mai!

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Gianluigi

Gianluigi

Disagian

Ho la barba, ma pochi capelli. Rido, Lavoro, Viaggio, Mi Diverto. Pratico sport: l’importante è farmi male. Il mio primo viaggio da solo è stato un viaggio di lavoro a Montevideo: 30 ore per tornare in Italia. #Hipsterismi tutta la vita