Sfuggo dal caldo per rifugiarmi a Copenhagen! 2° Parte

Dalla Sirenetta al Kastellet

Il tour di Copenhagen prosegue, tra uno scatto fotografico alla statua della Sirenetta e una passeggiata al vicinissimo Kastellet, il parco fortificato a forma di stella che con i suoi sentieri, i mulini a vento, le mura e i ponticelli, rende la passeggiata piuttosto gradevole, nonostante i nuvoloni incombano impietosamente su di noi. Qui ha sede il Ministero della Difesa danese, mentre durante la seconda guerra mondiale il Kastellet aveva la funzione di quartier generale nazista.
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Fino al castello di Rosenborg

Decidiamo quindi di visitare la Galleria d’arte nazionale, lo Statens Museum for Kunst. Nato per glorificare la corona danese con re Federico IV, il museo ospita collezioni internazionali ed è diviso in settori. Ammirando un Matisse, esprimendo qualche dubbio in merito a installazioni contemporanee e restando abbagliati da certi dipinti della produzione nordica, trascorriamo al suo interno più di due ore. Alla nostra uscita, cosa c’è di meglio che un po’ di ristoro sdraiati su una dolce collina del bel giardino dell’orto botanico proprio lì accanto? Un altro luogo adatto al riposo per curare i postumi dalle lunghe scarpinate è il parco di Rosenborg, dove sorge l’omonimo castello visitabile al suo interno.

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Nyhavn e Christiania: i colori della città

Una volta riprese le forze, raggiungiamo la zona del coloratissimo porto, il Nyhavn, dove è possibile sostare per uno spuntino, ammirare il mare bevendo una lattina di birra (Tuborg o Carslberg d’obbligo, data la zona…) o decidere di partecipare a uno dei numerosissimi tour in battello attraverso i canali che attraversano la città. Se si attraversa il ponte che collega la zona di Christianshavn, si arriva alla Città Libera di Christiania che, come suggerisce il nome, è un quartiere parzialmente autogovernato fondato da un gruppo di hippy nel 1971. Decisamente insolito come luogo, dato che non appena si varca l’insegna di legno, ci si immerge in un’atmosfera piuttosto particolare: bancarelle con pusher che vendono hashish cercano di accaparrarsi turisti e acquirenti abituali. Tra murales colorati e piccole boutiques artigiane ci dirigiamo verso l’uscita (e qui l’insegna di legno ci avverte che stiamo “tornando in UE”), pronti a divorare con gli occhi uno degli scorci più suggestivi della città: la Royal Library.

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Royal Library

Questo edificio risalente al XVII secolo è composto da una parte antica, in cui sono presenti i deliziosi giardini in cui si assiste a un tripudio di colori floreali oltre alla collezione di libri e manoscritti conservati al suo interno, e, attiguo, il palazzo chiamato Black Diamond, costruito in anni ben più recenti. La superficie dell’edificio è formata da blocchi di granito nero che cambiano sfumatura a seconda delle condizioni meteorologiche.

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Travel tips: Cimitero Assistens

Copenhagen offre numerose chiese, musei, castelli ma per chi avesse voglia di godersi un posticino molto suggestivo ma ignorato dalla maggior parte dei turisti, una visita al Cimitero Assistens è un must. La quiete emanata dalla natura di questo luogo è proprio quello che ci vuole per iniziare o concludere una giornata di vagabondaggi cittadini. Ovviamente, per chi, come noi, volesse anche ammirare il panorama cittadino dall’alto di una torre, è altamente consigliata una salita alla Rundetårn, la Torre Rotonda situata in pieno centro e usata in origine come osservatorio astronomico. Quasi 35 metri di altezza per godere di una Copenhagen fatta di pinnacoli, tetti e piazze.

Hygge Life!

I danesi hanno una parola, hygge, che non trova un corrispettivo nel nostro vocabolario, ma ha un significato simile a “atmosfera intima e felice, il piacere per le cose semplici”. Se volete vivere sulla vostra pelle il senso di questa parola…beh, non vi resta che prendere un volo e farvi un giro nel più piccolo stato della Scandinavia!

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Giulia

Giulia

Penna Vagabonda

Letterata, insegnante, scrittrice nel tempo libero e viaggiatrice, rigorosamente con la persona che amo: trovo che il mondo sia un po’ più completo se a scoprirlo sono due paia di occhi. Quando possiamo, condividiamo il nostro girovagare con Thorin, il nostro Bovaro del bernese. I miei muscoli più allenati sono quelli di gambe e dita: i primi mi permettono di scoprire e apprezzare “con le mie forze” le meraviglie del mondo; i secondi sono altrettanto fondamentali perché, per me, imprimere su una pagina paesaggi ed emozioni è parte integrante del viaggio

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