Tour della Slovenia, salita al Monte Forno

Arrivo in Slovenia

La prima tappa del nostro tour in Slovenia parte da Kranjska Gora, famosa località sciistica slovena, poco distante dal confine italiano. E’ in questa zona che si trova infatti il Monte Forno (Pec in sloveno), noto perché rappresenta la triplice frontiera tra il territorio sloveno, quello italiano e quello austriaco.
L’ascesa al monte, nella parte slovena, si trova effettivamente nella località di Kranjska Gora, ma parte precisamente da Ratece, pochi chilometri prima. Non occorre quindi arrivare fino al centro città se il vostro obiettivo è esclusivamente il Monte Forno.
Ovviamente questa cosa l’abbiamo scoperta una volta giunti a Kranjska Gora.
Ad ogni modo torniamo indietro e cerchiamo di capire come salire.

[Tweet “Tour della Slovenia, salita al Monte Forno”]

Inserire Descrizione Immagine

Una grande idea: saliamo in automobile

Una volta individuato il percorso, approcciamo la salita. L’obiettivo è di avvicinarci il più possibile con l’auto per poi fare un tratto a piedi. Per i primi 200 metri la strada è anche piacevole poi però inizia a diventare sconnessa, con buche e sassi importanti. Questa cosa non ci ferma tant’è che, poco dopo l’inizio della salita, troviamo un cartello stradale scritto in lingua slovena, letteralmente poco comprensibile, ma dal vago sentore di avvertimento. Grazie ai potenti mezzi di google translate comprendiamo che il significato è, all’incirca: “La strada fa schifo, proseguite con l’auto a vostro pericolo”.
Dopo circa venti minuti, in cui avremo percorso sì e no tre chilometri, ci rendiamo effettivamente conto che la strada non è fatta per le automobili. Appena intravediamo la possibilità di tagliare la strada, lungo un percorso pedonale in salita in mezzo ai boschi, decidiamo che è il caso di muovere le gambe.

Inserire Descrizione Immagine

Informazioni pratiche sulla salita

Faccio una premessa: la salita in mezzo ai boschi non è semplicissima per cui vi consiglio di munirvi di scarpe da trekking, acqua e possibilmente dei bastoni da passeggio. In caso non abbiate questi ultimi, potete utilizzare i rami caduti dagli alberi con la stessa funzione.
Fortunatamente, per salire sulla vetta passando attraverso i boschi, non occorre una mappa poiché qualche buon samaritano ha indicato sugli alberi, con dei pastelli colorati, il sentiero da seguire indicando anche il numero di svolte/tornanti da compiere. Dopo poco più di un’ora (e trentasette tornanti dopo) raggiungiamo la vetta. La fatica della salita si fa sentire ma la vista dall’alto vale ogni caloria spesa.

Inserire Descrizione Immagine
Inserire Descrizione Immagine
Inserire Descrizione Immagine

Avevamo parlato inizialmente di triplice frontiera. Il punto d’incontro tra il confine italiano, quello sloveno e quello austriaco è qui rappresentato da un monumento che indica in quale delle tre nazioni ci si trova. Devo dire che potersi spostare, con soli pochi passi, in tre nazioni diverse senza vincoli o barriere, in questo momento storico è qualcosa che non può lasciare indifferenti.
Dopo esserci rifocillati e aver scattato le foto di rito, facciamo ritorno all’auto improvvisando un percorso alternativo e rischiando di schiantarci sugli alberi almeno 5 volte.

Perché comunque #disagiatedtravelblogger lo siamo sempre.

Next Stop: Bled!

Inserire Descrizione Immagine
Andrea

Andrea

Cano

Non sono affatto polemico. Colleziono biglietti di eventi. Datemi della musica e sarò contento, purché non siano i Baustelle. Una sola fede: Inter. #DissingDisagiated