Cosa vedere a Mostar in una giornata

andrea

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founder

1985. Viaggio sin da quando sono piccolo con i miei genitori ed appena ho potuto ho iniziato a viaggiare da solo. Adoro la musica, in ogni sua sfaccettatura. A parte la musica indie di oggi e quella roba hipster che proprio non sopporto. Colleziono biglietti di eventi e concerti.

Nel nostro peregrinare estivo per i balcani ci siamo spinti fino in Bosnia ed Erzegovina con una domanda: cosa vedere a Mostar?

Partendo da Kotor in Montenegro, abbiamo raggiunto la città in circa 3 ore di viaggio, tra continui saliscendi, strade sterrate ed una piacevolissima sosta prolungata alla dogana (by the way, potete utilizzare tranquillamente la carta di identità).

Mostar-giornata-1

Lo Stari Most

Il motivo principale che ci ha spinto a muoverci verso questa città simbolo della fine della guerra che ha colpito la ex Jugoslavia solo pochi decenni fa, è il celebre ponte che dà il nome alla città: lo Stari Most.

Letteralmente la traduzione italiana è Ponte Vecchio e le torri sulle due rive, dette i “custodi del ponte” (o mostari), sono state riconosciute dall’Unesco come patrimonio dell’umanità nel 2005.

Ma procediamo con ordine: dove alloggiare a Mostar per no sbagliare? Noi ci siamo fermati presso Villa Anri (Clicca per accedere a Booking): una casa-holte comoda da raggiungere, nel centro della città vecchia e con parcheggio.

Il fatto che come drink di benvenuto ci abbiano offerto una grappa locale non ci ha assolutamente convinti a consigliarvelo.

Mostar-ponte-dal-basso

Un po’ di storia: Mostar ed il Ponte

Purtroppo durante la guerra che ha devastato il territorio solo qualche decina di anni fa, le forze croate combatterono contro le forze governative bosniache.

Il 9 novembre 1993 fu sferratto un attacco non solo fisico, ma anche psicologico verso tutta la popolazione locale: l’esercito crato prese di mira il ponte e lo distrusse.

L’idea alla base era distruggere emotivamente e psicologicamente la cultura bosniaca il cui ponte ne era il simbolo.

Fortunatamente al termine della guerra lo Stari Most fu ricostruito sotto la supervisione dell’UNESCO mantenendo il più possibile le sue caratteristiche originali e nel luglio 2004 venne riaperto, celebrato come simbolo di riconciliazione tra la comunità cristiana e quella musulmana di Mostar.

Mostar-foto-città

Mostar: considerazioni personali

Durante la nostra giornata a Mostar ci sono alcune cose che ci hanno davvero colpito:

  1. la divisione piuttosto evidente tra la popolazione musulmana e quella cristiana (non solo culturale ma anche fisica con il fiume ed il ponte a fare da confine e punto di passaggio)
  2. la possibilità di pagare con qualsiasi valuta abbiate in tasca: marchi convertibili, euro, dollari o kuna, l’importante è che siano rigorosamente in contanti, per cui attrezzatevi!
  3. la presenza di bambini per le strade in cerca di qualche soldino: orfani o abbandonati, li troverete dormienti per le strade di notte
  4. l’afflusso turistico ingestibile: lo Stari Most sembra quasi uno di quei ponti di Venezia dove passa la voglia di camminare
  5. la qualità e la quantità di cibo rispetto ai costi veramente bassi
  6. il carattere chiuso e schivo degli abitanti: vi sembrerà quasi di essere di troppo e di dare fastidio, ma non preoccupatevi, è una caratteristica molto comune nei popoli balcani
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1985. Viaggio sin da quando sono piccolo con i miei genitori ed appena ho potuto ho iniziato a viaggiare da solo. Adoro la musica, in ogni sua sfaccettatura. A parte la musica indie di oggi e quella roba hipster che proprio non sopporto. Colleziono biglietti di eventi e concerti.

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