#WanderlustChat interviste ai travelblogger: Eleonora di Pain de Route

Il potere di Internet è questo: permettere a sconosciuti di conoscersi. Proprio tramite una mail abbiamo conosciuto Eleonora, una ragazza che viaggia tanto, spesso anche da sola, e sfrutta tantissimo il CouchSurfing. La sua storia ci ha davvero colpito: tantissimi viaggi, in tenda o ospite di persone sconosciute, diventate poi, nel tempo, anche amici. Per questo vogliamo presentarvela con una delle nostre #WanderlustChat, le interviste ai travelblogger.

Eleonora - Pain du Route

G. Ciao e grazie per aver accettato il nostro invito a partecipare alla nuova rubrica #WanderlustChat. Come prima cosa…presentati :)!

E. Vengo da Milano, sono Eleonora, blogger, fotografa e studentessa. Amo i campi di grano d’estate, i fiumi segreti, cantare davanti ai falò, condividere il cibo, fare autostop e dormire in tenda o sotto le stelle. Un anno fa ho iniziato a scrivere su Pain de Route - il nome significa pan di via, il pane elfico che dà molta energia e permette di camminare per giorni senza sentire fame o stanchezza. Volevo creare una dispensa dove altri viaggiatori trovassero ispirazione e una scarica di energia per riempire uno zaino e partire

G. Ho trovato alcune cose molto interessanti sul tuo blog, ma quale è la tua filosofia di viaggio?

E. Per me il viaggio è al nocciolo delle cose. Questo significa andare vicini alle persone del posto e al paesaggio: per questo cerco di usare sempre CouchSurfing oppure la tenda. Entrare nelle case di persone che ti ospitano gratuitamente oppure svegliarsi all’alba in mezzo alla natura… sono cose impagabili

G. Vedo che sei una ragazza che viaggia da sola, quali sono i suggerimenti che ti senti di dare alle ragazze che vogliono provare questa esperienza?

E. Viaggiare da sole in quanto donne può sembrare molto spaventoso, ma la realtà è che è qualcosa di assolutamente normale e che passa completamente inosservato in molti paesi. Se le donne in Italia ancora non viaggiano da sole è perché sono circondate da persone che le spaventano con luoghi comuni e allarmismi inutili: basta il buon senso e un po’ di attenzione. Dedicare del tempo a se stesse, a superare i propri limiti e ovviamente a divertirsi conoscendo nuove persone è un’esperienza che non può mancare nella vita: perché libera, arricchisce, insegna e soprattutto emancipa

G. Ripensando ai viaggi fatti, quale vorresti rifare senza cambiare nulla e quale invece vorresti rifare cambiando tutto o quasi?

E. Non cambierei una virgola del viaggio in Georgia e Armenia. Abbiamo avuto tantissimi momenti da puro brivido (fucili puntati alla testa, fulmini in tenda, interrogatori-ansia in frontiera etc.) ma li rifarei tutti, soprattutto perché ero con amici carissimi che sento come parte di me. Forse un viaggio che dovrei rifare con più attenzione è un interrail in Olanda di quattro anni fa: ho visto troppo poco e non ho trovato niente di entusiasmante ma perché ho avuto un forte pregiudizio fin da subito e non ho avuto voglia di cercare. Lo rifarei con CouchSurfing, ovviamente, vedendo più città e le isole Frisoni

Eleonora @ Lagoa do Fogo

G. Ora la mia domanda preferita: condividi con noi un’esperienza divertente? Qualche figuraccia, qualcosa che al tempo ti ha fatto vergognare, ma oggi ricordi con grandi risate

E. Dopo una notte in tenda sotto il classico muro d’acqua nel Caucaso georgiano mi sono presa tipo un incipit di broncopolmonite, ero talmente intasata da non riuscire a tenere gli occhi aperti e a parlare, orecchie totalmente tappate. Insomma, dopo due giorni di puro male i miei host di couchsurfing in Abkhazia decidono di sottopormi al più efficace trattamento locale: shottino di pasta di peperonicino rosso (adjika) sciolta in un bicchiere di alcool 80° (chacha), da mandare giù ovviamente in un colpo solo. Ho anche un video che immortala la mia espressione di panico mortale… e il mio fegato ancora ricorda bene!

G. Viaggi tanto, scopri, quindi immagino che assaggi tutto: il miglior ed il peggior piatto provato fino ad oggi?

E. Per me buono è un buono che non stanca mai: di vario e squisito come la cucina italiana non ho mai trovato niente… La cucina turca (iskender kebab), quella greca (moussakà) e quella marocchina (tajine e cous-cous) meritano una menzione speciale, ma non scambierei mai una pizza fatta bene con il miglior kebab! Da nessuna parte al mondo si trovano così tanti formaggi e con gusti così diversi e sorprendenti come da noi… chi vive all’estero lo sa benissimo! Il cibo peggiore senza dubbio in Russia a Murmansk, oltre il circolo polare artico. Una zuppa gelatinosa giallognola al gusto d’aglio ed erbette strane, con uovo sodo galleggiante dentro. Immangiabile, giuro. Sembrava formalina…

Se vi è piaciuta questa intervista e siete interessati ai viaggi in solitaria, specialmente se siete donne :), allora vi invitiamo a seguire Eleonora e commentare con noi l’articolo

Ringrazio Eleonora per averci concesso del tempo ed essersi divertita con noi in questo scambio di battute: l’ho trovato personalmente molto interessante, fino ad oggi è una delle ragazze che più mi ha colpito con la sua storia… si parla sempre della paura delle donne che viaggiano da sole, lei è un esempio per molte donne!

Eleonora @ Merzouga